venerdì, 02 marzo 2007

borsa di studio rock pop

 Avviso di Selezione AP 01/2007 di cui al Progetto :"Basilicata Rock, Basilicata POP" per
l'erogazione di n. 30 borse -studio da parte della Regione Basilicata in collaborazione con
l'Istituto Culturale

Centro europeo di Toscolano (C.E.T.)

 

Art. 1 – CONDIZIONI GENERALI DI PARTECIPAZIONE

E’ indetta una selezione per titoli e seminario di selezione finalizzata al conferimento di n. 30 Borse
Studio: Interpreti (15 Borse-studio) ed Autori di testi (15 Borse-studio) da attivarsi presso il C.E.T.
- Centro europeo di Toscolano – in Umbria, diretto dal maestro MOGOL.

REQUISITI DI ACCESSO

Per l’ammissione alla prima fase a) di selezione, i candidati devono possedere i seguenti requisiti:

a)età compresa tra i 19 e i 25 anni, compiuti alla data di pubblicazione del presente Avviso di Selezione;

 

 per informazioni clicca qui http://sirfo.regione.basilicata.it/cocoon/daisy/cet2007/1127

oppure www.basilicatanet.it

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sabato, 23 settembre 2006

ora zero ligabueLa storia della vecchia band che ha aperto la strada alla nuova..
Gli Orazero sono:
Alberto "Imo" Imovilli (batteria)
Roberto "Bobby" Bartolucci (basso)
Paolo "Sisi" Signorelli (chitarra)
Bruno "Trico" Pederzoli (Chitarra Armonica).
Con questa formazione Luciano Ligabue comincio' a far sentire le sue canzoni nella provincia di Reggio Emilia.
Formatisi nel 1986, Ligabue e Orazero debuttarono l'8 Febbraio 1987 presso il centro culturale "Lucio Lombardo Radici" a Correggio.
Comincio' cosi' un nuovo capitolo nel panorama musicale italiano.

Ligabue e Orazero suovanano brani come:
"Marlon Brando",
"Dove fermano i treni",
"Piccola stella senza cielo",
"Figlio d'un cane",
"Sogni di Rock' n' Roll",
"Souvenir",
"El Gringo",
"I duri hanno due cuori"
e molte altre.
Nel 1988 parteciparono e vinsero il concorso per gruppi emergenti "Terremoto Rock"  ed incisero un 45 giri con "Anime in Plexiglass" e "Bar Mario".
Nell'inverno del 1988 parteciparono al concorso "Anagrumba"                                                          alla discoteca Marabu' di Reggio Emilia.
Si trattava di una selezione a livello regionale di gruppi emergenti e i Ligabue e Orazero entrarono in una compilation di otto brani con "El gringo".

L'ultimo concerto di Ligabue e Orazero si tenne il primo maggio del 1990 davanti al Bar Tubino a Correggio.

Gli Orazero si incontrano nuovamente nel 1993 al Raduno del Fans Club di Ligabue presso la Discoteca Italghisa di Reggio Emilia nella formazione originale.

Nel 2003 ritroviamo gli Orazero al Raduno del Fans Club di Ligubue a Modena in una formazione ridotta con Trico e Imo.
Oggi gli Orazero si sono riformati e si propongono con materiale proprio e con due nuovi amici visto che all'appello manca Sisi (Paolo Signorelli).
Oltre a Trico, Imo e Bobby, gli Orazero sono completati da Claudio Mariani (Chitarra) e Mattia De Medici (Chitarra e Violino).

Orazero e' l'ora che capita quasi mai.

 

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giovedì, 08 giugno 2006
lolii capodacqua

Segnali di fumo da lontano

 

Proviamo a metterla così: nel sussidiario di mio figlio vedo un fumetto, un indiano, arroccato su una collina, con una coperta abilmente maneggiata, emette segnali di fumo. Il nemico, l'orrido nemico yankee, lo sterminatore, è vicino, e l'indiano parla con i suoi, perduti, amici.

Oppure proviamo a metterla così: Giancarlo Cesaroni ha tenuto aperto per decenni a Roma un locale squallido e affascinante: squallido dire (ancora) che ci è passato il grande Dylan, affascinante dire anche che ci è passato tutta la migliore musica d'Italia.

Certo, Giancarlo era, nel suo Folkstudio, un fondamentalista dei generi, quindi niente rock, niente pop, ecc... Si è perso una bella fetta di vita, ma ce ne ha regalata una ancora più grande. Perché Giancarlo, e l'indiano, erano seduti nel posto giusto, che poi era l'unico posto libero: il posto sbagliato, quello di quelli che hanno torto, che hanno (per adesso) perso la mano, di quelli che il poker e i cavalli hanno rovinati, che mangiano ogni tanto e spesso se ne dimenticano. Così ci è venuta in mente quella frase (o quel verso, non ricordo) di Bertolt Brecht, poeta comunista e quindi oggettivamente noioso e scandaloso: "ci siamo seduti dalla parte del torto / perché ogni altro posto era già occupato", perché tutti i nostri amici, e noi stessi, parliamo, emettiamo segnali di fumo, da posti lontani, piccoli, da siti poco frequentati, per quanto globalmente (sic!) fruibili. ci siamo, ci stiamo, arroccati in quella collina, e vogliamo continuare a starci. Adoro la musica leggera, mi piacciono tutti, da Nek a Jovanotti, ma dalla nostra collina, vorremmo emettere dei fumi diversi: è possibile parlare nel mondo senza pensare-positivo, senza buonismi e cattivismi e presunzioni, senza dire troppo, ma dicendo qualcosa.

Staremo sempre lì, seduti dalla parte del torto, con i minimi del nostro mondo, solo perché siamo fatti così e i minimi ci piacciono: i bambini, i vecchi, i poveri, i ladri, gli zingari, i drogati, ecc... ecc... Gli altri metteteli voi nella lista: sapete da quale parte trovarci: dalla parte del torto.

 

Claudio Lolli

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sabato, 01 aprile 2006

dopoconcerto5

ALBERTO CANTONE - "ANGELI e RIBELLI tour"

 

(con la partecipazione straordinaria dei Manodopera)

 

 Tour al sud per la presentazione del recente disco "ANGELI e RIBELLI" del cantautore trevigiano Alberto CANTONE: per molti anni conduttore radiofonico, organizzatore di concerti e animatore del movimento musicale e culturale della sua città, scrive canzoni ininterrottamente dal 1982 fino ad avere prodotto ad oggi alcune centinaia di brani.

 

 ANGELI e RIBELLI è un disco che contiene 14 canzoni (di cui una registrata dal vivo in un concerto), i cui temi variano dalla pace, al precariato, al mondo degli emarginati, fino a brani più intimi e soggettivi, legati dal filo conduttore della ricerca della felicità raccontata da un punto di vista diverso da quello della maggioranza: dagli angeli (che volano a una certa distanza dalla vita) e dai ribelli (che la sfidano volando controvento).

 

 Precedentemente, un suo brano è stato inserito nel disco del gruppo folk-rock dei Marmaja (Rovigo) - già ospiti di "ROCKONDELLA" nell'estate 2005 - e insignito nel dicembre del 2004 del "Premio Ciampi" a Livorno per la migliore produzione discografica dell'anno nell'ambito della canzone d'autore.

 

 

 

Tra le raccolte di maggior rilievo ha partecipato alla compilation contro la guerra dei musicisti veneti "Mi no vao a combatar" (Arci - "Un ponte per …", 2003) e alla compilation dal vivo "Liocorno - note d'autore" a fianco di grandi nomi della canzone d'autore italiana: Claudio Lolli, Goran Kuzminac, Gualtiero Bertelli, i Gang e a quella per il centenario della CGIL di Vicenza e della Lombardia "Pace, diritti e lavoro" insieme a Renato Franchi, Claudio Lolli, Paolo Capodacqua e Ivan Della Mea.

 

Nel 2005 è stato impegnato con "rEsistere non invecchia", "filò di partigiani e musicisti" un piccolo tour di impatto teatrale ideato con l'ANPI per promuovere la memoria della Resistenza attraverso il racconto in musica e la testimonianza diretta di protagonisti della lotta di liberazione da cui è stato tratto un CD uscito nel mese di novembre 2005 a cura dell'ANPI e dell'ARCI di Treviso.

 

 Ad accompagnare Cantone sul palco alcuni fra i tanti musicisti che hanno partecipato al disco e alle varie e differenti situazioni live in cui il cantautore trevigiano si è esibito in questi anni: il chitarrista classico e polistrumentista Gianantonio Rossi, l'armonicista di impronta blues Marco Napoletano nonché alcuni musicisti della band folk-rock dei MANODOPERA (Gianluca NUTI alla chitarra e voce, Fabio MION alla fisarmonica, Stefano ANDREATTA al basso e il colorito percussionista etnico Tiziano "Mr. TOP", anch'essi usciti con un recente disco intitolato "OP-LA'" che ha ricevuto attenzione e consensi a livelli di critica e di pubblico.

 

 

 

Nell'occasione del concerto del 30 aprile a Rotondella verranno proposti, oltre a brani originali di Cantone e dei Manodopera, molti pezzi in ricordo di Fabrizio De Andrè 

 

 

 

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venerdì, 10 marzo 2006

Il più bel regalo che può darti fare musica è incontrare amici e luoghi,
sulla strada, che non si dimenticano e ti entrano nel cuore, accompagnandoti
nel viaggio. Uno di questi è indubbiamente Rotondella, in provincia di
Matera. Ho conosciuto Rotondella nel luglio scorso, da ospite di un piccolo
tour al Sud degli amici Marmaja, storica e gioiosa banda di musicisti
polesani vincitori nel 2004 del Premio Piero Ciampi con una canzone pensata
e incisa insieme.
Quando arrivi a Rotondella, la prima cosa che ti toglie il respiro è la
vertigine e la meraviglia del paesaggio, una piazza che è una terrazza che
si affaccia su tre regioni, dalla Basilicata fino al Golfo di Taranto. Poi
ti volti e comincia lo stupore di un paese bellissimo, quasi un presepe
inerpicato fra case e vicoli che ti fanno ripensare al "Vangelo" di
Pasolini. Poi finisce il paesaggio e comincia la gente: gente splendida,
capace di tanta ospitalità, cordialità, di calore e di fantasia che ti senti
a casa da sempre, come se il tuo cuore fosse nato lì e solo per un caso del
destino si fosse trovato a perdersi per le nebbie della pianura padana, in
attesa di ritornare lì. Gente figlia di un paese di poche opportunità (il
centro più vicino a quasi cento chilometri, il lavoro poco da sempre,
generazioni di emigranti che hanno lasciato libere file di case che solo
recentemente un oculato progetto europeo sta recuperando per un progetto di
ricezione alberghiera diffusa) ma di tanta voglia di lottare, come
testimonia storicamente un pezzo di mare strappato con una rivolta ad un
destino geografico che aveva collocato l'intero paese nell'arrocco di un
terreno in collina. E oggi da un fiorire di manifestazioni, di iniziative,
dai concerti di "Rockondella" a tutto il resto, da una amministrazione
comunale figlia di un ricchissimo universo associativo e di una
originalissima esperienza di aggregazione, da un gruppo di giovani attivo ed
entusiasta, che ha voglia di ripartire dalla propria storia, dalle proprie
radici, dal territorio e dalla terra, per dare un futuro a questo paese, a
questo mezzogiorno che - ne sono sicuro - ha uno sviluppo più lento ma,
oltre che più umano, anche più equilibrato delle pianure nordestine del
miracolo economico (e dei tanti sindaci sceriffi) da cui proveniamo.
Senti che suonare e cantare qui, oltre che una festa, è un contributo a
un'idea di solidarietà, di aggregazione, di sviluppo, di libertà e di
dignità, che qualche volta continua a resistere, negli uomini e nelle donne
oltre che nelle canzoni.
Pare che saremo a Rotondella per un altro concerto, con altri amici
musicisti, alla vigilia del 1° maggio, e senti di non essere mai andato via,
oppure di essere anche tu un emigrante che aspetta - stavolta con la fiducia
di un domani migliore - di ritornare a casa.

Alberto Cantone
Treviso, 7 marzo 2006

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