Segnali di fumo da lontano
Proviamo a metterla così: nel sussidiario di mio figlio vedo un fumetto, un indiano, arroccato su una collina, con una coperta abilmente maneggiata, emette segnali di fumo. Il nemico, l'orrido nemico yankee, lo sterminatore, è vicino, e l'indiano parla con i suoi, perduti, amici.
Oppure proviamo a metterla così: Giancarlo Cesaroni ha tenuto aperto per decenni a Roma un locale squallido e affascinante: squallido dire (ancora) che ci è passato il grande Dylan, affascinante dire anche che ci è passato tutta la migliore musica d'Italia.
Certo, Giancarlo era, nel suo Folkstudio, un fondamentalista dei generi, quindi niente rock, niente pop, ecc... Si è perso una bella fetta di vita, ma ce ne ha regalata una ancora più grande. Perché Giancarlo, e l'indiano, erano seduti nel posto giusto, che poi era l'unico posto libero: il posto sbagliato, quello di quelli che hanno torto, che hanno (per adesso) perso la mano, di quelli che il poker e i cavalli hanno rovinati, che mangiano ogni tanto e spesso se ne dimenticano. Così ci è venuta in mente quella frase (o quel verso, non ricordo) di Bertolt Brecht, poeta comunista e quindi oggettivamente noioso e scandaloso: "ci siamo seduti dalla parte del torto / perché ogni altro posto era già occupato", perché tutti i nostri amici, e noi stessi, parliamo, emettiamo segnali di fumo, da posti lontani, piccoli, da siti poco frequentati, per quanto globalmente (sic!) fruibili. ci siamo, ci stiamo, arroccati in quella collina, e vogliamo continuare a starci. Adoro la musica leggera, mi piacciono tutti, da Nek a Jovanotti, ma dalla nostra collina, vorremmo emettere dei fumi diversi: è possibile parlare nel mondo senza pensare-positivo, senza buonismi e cattivismi e presunzioni, senza dire troppo, ma dicendo qualcosa.
Staremo sempre lì, seduti dalla parte del torto, con i minimi del nostro mondo, solo perché siamo fatti così e i minimi ci piacciono: i bambini, i vecchi, i poveri, i ladri, gli zingari, i drogati, ecc... ecc... Gli altri metteteli voi nella lista: sapete da quale parte trovarci: dalla parte del torto.
Claudio Lolli