mercoledì, 01 agosto 2007
locandina progamma rockondella 2007

ROCKONDELLA


20 anni di MUSICA, SOLIDARIETà ,CULTURA e Promozione del territorio


La rassegna s’ispira ai nuovi orizzonti della musica e della cultura in molte espressioni nelle quali si articola.


Con questa iniziativa si cerca di dare una risposta adeguata e nuova alla domanda culturale che, anche nelle zone del Sud d’Italia, viene dal mondo giovanile.


Rockondella ha una sua storia che dura da vent’anni. Dal sua inizio (1987), anno dopo anno (con qualche interruzione dovuto alla mancanza di fondi), un calendario sempre di prima qualità e di sicura originalità, ricco di suggestioni, di stimoli, di novità, ha contraddistinto tale iniziativa che, ai suoi inizi, era assolutamente unica nel panorama musicale e culturale del sud ; ha segnato, inoltre, il punto di riferimento per  altri eventi simili che oggi sono alla ribalta nel programma culturale della Regione Basilicata.


Rockondella si propone come finestra quanto più ampia possibile sulle innumerevoli direzioni in cui si muove la musica oggi: dalla ricerca dei suoni etnici, alle produzioni più sofisticate.


Ma non solo. Dibattiti su temi scottanti di stretta attualità, incontri, seminari con gli artisti, valorizzazione delle realtà locali, hanno rappresentato da sempre un quid pluris. Rockondella nel corso degli anni ha incontrato e interessato Comuni diversi, con un’offerta sempre originale e lontana dalle tradizionali forme “ingessate” della cultura istituzionalizzata, per una fruizione più consapevole ed una partecipazione più profonda.


Accanto alla musica, mai slegata da temi specificamente trattati all’interno della manifestazione, continuando un discorso iniziato 20 anni orsono, trovano  spazio altre attività che trattano temi di attualità, e valorizzano la cultura e l’ambiente del territorio e che riguardano altre forme di arte.


I dibattiti e gli incontri che quest’anno si terranno sono dedicati a temi della valorizzazione delle risorse presenti sul territorio e dell’ambiente.


Insieme alle associazioni Khorakanè , Arci La Tarantola, e pro loco ed alle aziende agricole ad agrituristiche operanti, sono in programma  escursioni presso gli scavi archeologici su Monte Coppola laddove autorevolissimi (Quilici) studiosi ritengono essere situata la mitica città di Lagaria fondata da Epeo, costruttore del cavallo di Troia, e dove sarebbero nascosti gli attrezzi utilizzati per la costruzione dell’ingegnoso inganno di Ulisse. È questa l’occasione per visitare panorami incantevoli, ammirare le bellezze naturalistiche che un bosco incontaminato offre, incontrare esperienze di vita -attraverso la visita a masserie e racconti delle persone che qui vivono e lavorano- lontanissime dalla contemporaneità. Un viaggio senza tempo. Si potranno riscoprire storie di briganti, vedere i volti scavati di persone abituate al duro lavoro (“Lavorare stanca”), toccare i sapori che solo la quotidiana dignità e maestria del duro lavoro riescono a produrre.


All’interno di Rockondella troverà quest’anno spazio anche il teatro.. Rockondella vuole offrire una platea più ampia a questa esperienza, con l’intento di coinvolgere gli istituti scolastici e le


compagnie teatrali del territorio  per allestire, gia da quest’anno , una intera manifestazione di teatro delle scuole,


Accanto a tali attività Rockondella ospiterà le associazioni, gli autori e gli editori di libri che nel corso di questi ultimi anni sono stati pubblicati. Grazie a contributi del LEADER+ nel territorio del GAL “Le Terre del Silenzio” si è assistito ad una produzione libraria senza precedenti per numero e qualità. Sarà una vetrina ed un’occasione di confronto tra fervide realtà culturali tese allo scambio di esperienze e conoscenze.


Anche il cinema avrà la sua parte. Dove proietteremo alcuni film girati interamente nel territorio di Basilicata ,La proiezioni di alcuni film del regista argentino Alejandro Agresti, di origini rotondellesi, continuerà un dialogo iniziato nel 2004 quando il maestro visitò Rotondella per visitare i luoghi in cui il nonno aveva vissuto, e che suscitò l’attenzione della stampa specialistica.


La musica, infine, merita un discorso più articolato. Rappresenta l’espressione artistica oggi più immediata, la sola che riesce a richiamare i giovani e che suscita maggiore interesse.


È da sempre il DNA del Rockondella..


Grazie a questa singolarità Rockondella ha valicato come evento i confini regionali, diventando manifestazione che ha richiamato negli anni ’80 artisti e spettatori provenienti da molte parti d’Italia. Ha rappresentato uno dei primi “grandi” eventi in Basilicata rappresentativo delle tendenze musicali più originali e meno commerciali che il  panorama musicale e culturale italiano ha offerto. Accanto alla canzone d’autore italiana ha trovato spazio l’esperienza blues , jazz, folk


accanto alle tendenze giovanili ha trovato spazio la musica etnica, la canzone dialettale che è sempre più ricerca. Tutto e sempre all’insegna dell’incontro e dello scambio di esperienze nelle forme agli antipodi, nella sostanza in continuo contatto e fusione. Vale ricordare come fin dagli inizi (1987), Rockondella ha voluto legare il proprio nome ad iniziative di solidarietà. Da qui un lungo sodalizio con Amnesty International, Emergency, Lega Ambiente, Arci , wwf e Libera.


La consapevolezza di rivolgersi ad un pubblico di giovani, poi, è alla base della scelta dell’ingresso gratuito: la musica, proprio perché è una forma di comunicazione universale, deve essere un bene accessibile a tutti.


In tale contesto Rockondella tende ad essere sempre più un contenitore di esperienze culturali ed artistiche al cui centro vi è l’incontro e lo scambio tra culture ed esperienze diverse che incontrandosi e scontrandosi creano, in un continuo divenire, un unicum che da sempre caratterizza la storia e la civiltà dell’Europa.


Al centro dell’intero evento Rockondella ruota il rapporto cultura-territorio.


Manifestazioni, seminari, mostre, convegni e dibattiti sono legati indissolubilmente da questo binomio. Non vi è cultura senza territorio, non vi è territorio senza cultura. Rockondella prima di rappresentare un’attrazione turistica è un’esperienza, un incontro tra persone.


È questa l’anima più profonda di questo lembo di terra strappato a tre regioni e circondato da due mari.


All’interno dell’evento troveranno spazio stand gastronomici e di prodotti tipici che caratterizzano il nostro territorio, nella consapevolezza che la gastronomia è cultura  siano punti primari per la conoscenza e la promozione del territorio.


Scopo dell’iniziativa è la creazione di sinergie culturali ed artistiche capaci di valorizzare il territorio nel suo complesso, creando, per le modalità di realizzazione, anche un’attrattiva turistica travalicante i confini della regione con positive ricadute in termini di occupazione e sviluppo.


Le passate esperienze di Rockondella agitano buoni presagi in questa ottica.


Un ultimo cenno alla comunicazione. Rockondella è uno dei pochi eventi in Basilicata ad avere un proprio logo che da 20 anni è pubblicizzato.


La sua esistenza è carattere distintivo avente un’efficacia comunicativa di valore assoluto.


Buon viaggio


 


                                                                          Antonio Pastore


Assessore Cultura –Turismo e spettacoli  ROTONDELLA


per info: 3388149361

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mercoledì, 01 agosto 2007
LITTLETAVERweb[1]

LITTLE TAVER & his Crazy Alligators



11 Agosto


Giù il cappello per l'unico, inimitabile ed originale rocker emilano: ladies &  gentlemen, from Correggio,


 Mr. LITTLE TAVER, il più improbabile e (mal) riuscito incrocio tra ELVIS, BUSCAGLIONE, JOHN BELUSHI e LITTLE TONY mai apparso sul pianeta terra !!!!


Uomo dalle mille risorse, in oltre quindici anni di (dis)onorata carriera il nostro mette a ferro e fuoco mezza penisola diventando un vero e proprio mito vivente, soprattutto nella nativa Emilia, dove viene notato ed adottato da un certo.. LUCIANO LIGABUE che gli cuce addosso il ruolo di KINGO nel suo Film "RADIOFRECCIA" (dove TAVER non fa altro che interpretare.. SE STESSO!!!!) e gli fa presentare i suoi concerti più importanti come quelli storici del "Fuori come va" tour:i due Show a San Siro di Milano, quello all' Olimpico di Roma e quello del Franchi di Firenze trasformandolo in un vero e proprio personaggio universalmente riconosciuto !!!


Non contento di avere letteralmente conquistato l'oceanico popolo del Liga.., sua maestà TAVER si concede innumerevoli comparsate televisive, triangolando allegramente tra MTV (Say What con Marco Maccarini), TMC2 (Help e Roxy Bar con Red Ronny), RAI 2 (Supergiovane), Canale 5 (Link) e, naturalmente, TELEREGGIO dove in compagnia di MARCO LIGABUE (degno fratello del Luciano di cui sopra) conduce la trasmissione-Cult "UNA CAPRA IN AFFFITTO"


Ha inoltre presentato 3 grossi eventi per il portale ROSSO ALICE come il concerto del Liga al Palamalaguti di Bologna del 2002,il FLIPPAUT, insieme a Elena Di Cioccio(All Music,Iene),di Bologna nel 2004 e lo storico concerto del Liga al Campovolo di Reggio Emilia.....


Ma qual'è la vera realizzazione di un rocker purosangue se non quella di capeggiare una vera rock'n'roll band? Nei primi anni novanta,quel vero Rocker di cui stiamo narrando le eroiche gesta, fonda LITTLE TAVER & HIS CRAZY ALLIGATORS, inverosimile accolita di folli patentati (tra cui lo stesso MARCO LIGABUE!) che accompagneranno il sommo in lungo ed in largo per lo stivale, calcando i palchi dei principali locali e festival con il proprio esilarante ed irresistibile Live Show dove tonnellate di (auto) IRONIA e quintali di travolgente 50s ROCK'N'ROLL vengono sapientemente dosati al fine di ottenere una ricetta a dir poco esplosiva, in grado di accontentare ogni palato, in un tripudio di gag, travestimenti, scenette, personaggi (come l'immancabile maggiordomo di TAVER, TRIXI) situazioni comiche e, naturalmente, ottima musica.


Imperdibili anche i cortometraggi realizzati dallo stesso TAVER per una serie di parodie di pubblicità e film, proiettate durante il concerto e dall'effetto devastante.


Tra le partecipazioni celebri di LITTLE TAVER & HIS CRAZY ALLIGATORS non si possono non ricordare almeno il Capodanno 1996 in Piazza Grande a Modena con PAOLO ROSSI e ALDO, GIOVANNI E GIACOMO, il Capodanno 1997 con LIGABUE a Modena e quello del 1999 con LIGABUE ed ALEX BRITTI a Roma.


 


Il fascino del "Vero Rocker"non tradisce e nella primavera 2006 LITTLE TAVER seduce e conquista la prorompente PLATINETTE, con la quale incide una memorabile versione di "Una Fetta di Limone" disintegrando letteralmente quella precedentemente incisa dalla coppia JANNACCI-GABER che i due giganti del Rock schiacciano con la propria pesante"personalità", sfornado una delle HIT più gettonate e richieste dalle principali Radio Rock Oriented e su RADIO DEE-JAY diventando un piccolo grande tormentone della stagione estiva ed anticipando l'uscita del nuovo album "Almeno l'italiano sallo"


 


Sempre dall'estate 2006 è l'inserimento in formazione di una sezione fiati che trasforma la band in una vera e propria orchestra, dando spessore e nuove sfumature al sound degli ALLIGATORS che spazia dal ROCK'N'ROLL al ROCKABILLY, dal SURF allo SWING al JUMP'N'JIVE al RHYTHM'N'BLUES al SOUL, rileggendo con arrangiamenti inediti l'ormai consolidato repertorio, da sempre in bilico tra numeri originali e gustose riletture di classici e minori del glorioso ROCK'N'ROLL "made in Italy"(CELENTANO, GHIGO, BUSCAGLIONE, CAROSONE, LITTLE TONY..).


Nuovo Album "Almeno l'Italiano sallo" in uscita a sei anni di distanza dal precedente best seller "Vengo io?"licenziato nel Giugno del 2000.


SERVE AGGIUNGERE ALTRO !?! ROCK, ROCK MR. TAVER ROCK !!!!!!!

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mercoledì, 01 agosto 2007
joe galulloJoe Galullo and the Blues Messengers www.joegalullo.com.



                     14 agosto ore 22.00 




Ritorna al Rockondella 20 anni dopo il Padre e pioniere del blues italiano,joe gaslullo  inizia nel 1964 a quattordici anni suonando Guitar Boogie di Arthur Smith. Ha girato il mondo incrociando la sua chitarra con i più grandi, da Albert Collins a Buddy Guy.




Porta nel cuore e nel dna il soul Ray Charles e il rock and roll di Little Richard, il jazz di Django Reinhardt e il rock di Jimi Hendrix.




Una vita, la sua, vissuta per strada, di musica, una storia da bluesman.




E una voce e una chitarra che lasciano il segno, a raccontarla ogni volta.




È nato a Milano nel 1950. Da una vecchia chitarra impolverata trovata nel solaio di casa nasceva la passione che diventerà motivo conduttore di tutta la sua vita. A tredici anni suonava Guitar Boogie di Arthur Smith e nel 1964, è entrato nel suo primo gruppo, i Moods, che suonavano brani di Little Richard, RayCharles e The Yardbirds. I Moods si sono esibiti nei locali più famosi in Lombardia come il Tricheco (MI) e Le Rotonde Di Garlasco (PV), dividendo il palco con i Bisonti, i Gleeman ed i New Dada, che rappresentavano il movimento beat del momento. Joe si è avvicinato anche al jazz, inseguendo l'altra grande passione musicale, Django Reinhardt. Dopo l’esperienza con i Moods, Joe ha costituito gli Atomic Head, un gruppo rock-blues dal suono grintoso che interpretava brani dei Cream, di JimiHendrix e brani scritti dallo stesso Joe. Gli Atomic Head, subito dopo il sessantotto, hanno suonato nei festival alternativi promossi da Re Nudo,Stampa Alternativa ed altri.Dal 1971 fino al 1980, Joe ha girato l’Europa, fermandosi a lungo ad Amsterdam ed a Londra, dove suonava nelle strade e nei metrò. Si è poi trasferito a Bologna dove, seguendo percorsi separati, lui ed Andy J. Forest hanno rappresentato per circa un decennio il movimento blues locale.Nel 1981 ha conosciuto Ermanno Costa ed è nata una collaborazione sfociatanella produzione del suo primo disco realizzato con The Blues Messengers:Oit’s My Life’(1986 ­ Coast To Coast). E’ iniziato così un periodo di concerti che lo hanno portato sui migliori palchi italiani: Pistoia BluesFestival, Porretta Soul Festival, Bologna Blues Festival, Rockondella, ed altri, riscuotendo ampio consenso. Da ricordare anche la tournèe con Jorma Kaukonen. Sul finire degli anni ottanta ha aperto una parentesi rockabilly, fondando i Jack Daniels' Lovers, che abbandonava presto per dedicarsi assieme a TheBlues Messengers alla realizzazione del secondo disco, 'Blues Without Fronteers' (1990 - Green Line). Nel 1998 è uscito il cd 'Melody In TheBlues', per l'etichetta Blue Melody da lui stesso fondata, dove il blues si incontra con la musica classica rappresentata dalla moglie Paulina Golas al violino. Nel 2003 esce 'The Blues Is Back', ancora per BlueMelody, pieno di blues ma anche di tutte le altre influenze musicali di Joe e che rappresenta, dopo anni non proprio facili, un vero ritorno. Joe riappare quindi nell’estate2004 sul palco del Pistoia Blues festival, a distanza di vent¹anni dalla prima esibizione, e torna a calcare i palchi dei più importanti festival e club italiani. Marchio di fabbrica del cd sono, inevitabilmente,l'inconfondibile chitarra  e la voce, assolutamente 'nera', di Joe Galulloma anche il sound dell¹affiatatissimo trio che lo affianca, interamente marchigiano e composto da Marco Bellardinelli al basso, Alessio Raffaelli alpiano e Piero Trotta alla batteria.




DISCOGRAFIA 1986 - Joe Galullo and The Blues Messengers. OIt¹s My Life¹ - Coast To Coast 1990 - Joe Galullo and The Blues Messengers . 'Blues Without Fronteers' -Green Line ­  U.S.A1998 - Joe Galullo -'Melody In The Blues' - BlueMelody2003 - AA.VV. OMaxwell Street¹ - Blooze People 2003 ­ AA.VV. Sounds Good! ­ Crotalo Records2004 ­ Joe Galullo & The Blues Messengers ­ The Blues Is Back! - BlueMelody




La band




ALESSIO RAFFAELLI - piano, organo




A sedici anni abbandona Beethoven per i Fuzztones e il pianoforte classico per un organo Vox. Qualche anno dopo compra un disco di Champion Jack Dupree, si rimette al piano e non smette più di cercare dischi di blues. L'incontro successivo e decisivo, nel segno del blues, è quello con Joe galullo, alla ricerca di un pianista con quelle caratteristiche lì, il tocco percussivo e il fraseggio ostinato. Si conoscono in occasione di una jam session nel 2002 e sono insieme da allora.




 PIERO TROTTA - batteria, voce




E' batterista figlio di batterista e fa musica da sempre. Ha vissuto e suonato a lungo in Danimarca, imparando anche la lingua e pagando regolarmente le tasse. Ha conosciuto Joe al suo rientro in Italia, ad Ancona, prestandogli occasionalmente servizio. Tira magistralmente lo shuffle ed è prezioso corista, qualità che gli valgono da cinque anni il posto di titolare insostituibile nei Blues Messengers e che ne compensano il difetto peggiore, la pignoleria.




MARCO BELLARDINELLI - basso, voce




Nasce chitarrista, musicalmente parlando. Suona qualunque strumento a corde, ama soffiare nell'armonica e si è comprato di recente un vecchio piano verticale. Joe gli ha chiesto di mettersi al basso e non ha potuto rifiutare. E' anche ottimo cantante e corista. Adora Rick danko e Richard Manuel, ma anche Levon Helm, Robbie Robertson e Garth Hudson. ha conosciuto Joe facendolo esibire nel leggendario locale che gestiva ad Ancona negli anni novanta, La Voce Della Luna. E' il collante delle diverse anime del gruppo.

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categoria:joe galullo
mercoledì, 01 agosto 2007

fltop            MIAMI & THE GROOVERS


                15 agosto ore 21.30


miami


Una band di rock'n'roll. La via che parte da Woody Guthrie, Elvis, Chuck

Berry per arrivare a Bruce Springsteen, Bob Dylan, Neil Young, Creedence, Clash, Stones e tanti "storie minori"  ma non meno importanti come Del Fuegos, Southside Johnny, Michael McDermott, John

Trudell.....queste sono le coordinate del suono di Miami & The Groovers.

Una live band che mischia brani originali contenuti nel disco d'esordio ****DIRTY ROADS**


 e cover di rock, folk e rockabilly con una energia ed un coinvolgimento totale.

Nel corso di questi anni la band ha collaborato e suonato con diversi artisti come: Willie Nile, Southside Johnny, Dirk Hamilton, Graziano Romani, Gang, Joe D'Urso, Jesse Malin, Popa Chubby, Jason Reed, Joe

Gruscheky, Ron Lasalle, ecc.

La band ha partecipato a diversi festival ed eventi importanti tra cui

il "Light of day benefit" nel 2004 ad Asbury Park, New Jersey, il "Subiaco rock blues festival 2006", "Strade Blu" di Modigliana, "Paganello world championship" e a diversi raduni di fans di Bruce Springsteen.

Nel dicembre 2006 Lorenzo "Miami" Semprini è stato chiamato a suoanre al

"light of day Europe" insieme a Jesse Malin, Willie Nile e Joe D'Urso.



-Fabio Cerbone (Buscadero, Rootshighway.it) scrive del disco di Miami & The Groovers:

Dirty Roads è figlio di una via maestra del rock ////made in italy//, quella che dai Rocking Chairs


di Graziano Romani non ha mai mollato, macinando chilometri sulla strada.


Dopo qualche anno di rodaggio come cover band, i Miami & the Groovers hanno deciso di fare il grande salto. E ne sono usciti a pieni voti, sentendo i risultati.  Un lavoro di autoproduzione coi fiocchi, e non è così scontato dalle nostre parti, sonorità calde nel solco della più fiera tradizione blue collar rock,

ribadite dalla presenza di Joe D'Urso *come ospite dell'autografa *Waiting for Me**. Chitarre, organi e pianoforte, sax e persino sfumature roots nell'uso di violino, fisarmonica  e mandolino: il rock'n'roll operaio della band si colora di radici, spaziando dal rombante timbro urbano di *Rock'n'roll Night* al border della dolcissima Tears are Falling Down, duetto tra Lorenzo "Miami" Semprini e


l'ospite *Marino Severini *dei Gang.

 Lorenzo "miami" Semprini (voce, chitarra ritmica, armonica)

Beppe "city rocker" Ardito (chitarra solista e cori)

Marco "boom boom" Ferri (batteria)

Luca "spiderman" Fabbri (basso)

Alessio Raffaelli: piano

Claudio Giani: sax

 
www.miami-groovers.com                                            <http://www.miami-groovers.com>

www.miami-supporters.com                                         <http://www.miami-supporters.com>  www.myspace.com/miamiandthegroovers



*/_RECENSIONI DIRTY ROADS:_/*

*OFFTOPICS ROCK STUFF

Di Salvatore Esposito*



A fine anni ottanta c'erano i Rockin' Chairs di Graziano Romani a tenere alta la bandiera del rock springstiniano in Italia. Sciolta quella storica band era rimasto ben poco, eccetto gli ottimi dischi solisti di

Graziano e qualche eco qua e là. C'era bisogno di riprendere il discorso con qualcuno che occupasse quel posto onorevole nel cuore dei fan italiani del Boss. Dietro l'angolo c'erano i Miami & the Groovers di

Lorenzo Semprini. Un pugno di rockers cresciuti in provincia con Springsteen a guidarli sulla via maestra del rock. I primi passi sono da cover band, poi piccoli progressi fino a questo disco curatissimo, che

ci riporta in dietro ai giorni dei Chairs. Dirty Roads è un disco bello senza mezzi termini. Un disco da godersi in tutta la sua genuinità rock. Gli ingredienti, le immagini, la carica deve senza dubbio moltissimo a

Bruce Springsteen, tuttavia il loro cuore italiano non si smentisce e così questi ragazzi riminesi hanno sudato, si sono sbattuti e hanno messo su questi undici brani fatti di strade, sogni, viaggi, polvere e

sudore. Pur essendo, autoprodotto, Dirty Roads è un disco solidissimo in cui nulla è lasciato al caso. I suoni emergono puliti senza mai perdere di qualità. Lorenzo Semprini, (voce e chitarra), Alessio Raffaelli

(organo e pianoforte), Claudio Giani (Sax) e Roberto Vezzelli (chitarre) si candidano come la next big thing del panorama roots rock nazionale e a fargli da padrino ci sono due ospiti di eccezione: Joe D'Urso e i Gang. Ovvero un cantautore sconosciuto ai più ma bravissimo (ascoltare la grandiosa Waiting For Me, concessa ai Miami per questo disco) e i partigiani del rock italiano. Se queste vi sembrano poche come garanzie

ascoltate il disco e la sua miscela di suoni roots. Si passa dal rock travolgente di Rock'n'Roll Night alle citazioni beatlesiane di Highway fino a sfociare in ballate desolate alla Woody Guthrie come la

strepitosa Tears are Falling Down, cantata in duetto da Semprini e Marino Severini dei Gang e guidata da una commovente fisarmonica. Qua e là compare anche il miglior John Mellencamp che mette il suo zampino a livello di influenze musicale nelle gradevolissime Walk in The Light e Hard Times. Assolutamente riuscite sono anche la roots ballad Back in Town in cui brilla l'ottimo violino e la finale Lost in cui Semprini

offre un ottima prova vocale accompagnato dal solo pianoforte. Ovviamente non poteva mancare una cover del Boss e la prescelta è Further On (Up the Road) e anche se, per me nessuno canta Bruce come Bruce, i

riminesi non lo fanno rimpiangere e così aggiungono al lotto un altro ottimo brano, eseguito in veste molto scarna ma assolutamente toccante.

Che Bruce li protegga e gli faccia partorire cento di questi dischi!



*IL MUCCHIO ONLINE

MIAMI & THE GROOVERS

Dirty Roads

autoprodotto*



C'è tanta polvere in questo esordio dei riminesi Miami & The Groovers. Non però di quella che si accumula nelle soffitte col passare tempo, ma frutto di un incessante viaggiare lungo quelle "Dirty Roads" che Lorenzo

Semprini e soci percorrono ormai da un lustro. Strade che, se geograficamente sono collocabili dalle parti della riviera romagnola,  idealmente si trovano negli States. È infatti un immaginario lirico e

musicale tipicamente a stelle e strisce quello a cui si rifà la formazione, con una particolare predilezione per Bruce Springsteen – non solo perché ne riprende una composizione, "Further On Up The Road", ma

perché con il Boss il sestetto pare condividere una visione artistica di cui libertà, epicità e intimismo sono le parole chiave. Una proposta classicissima, insomma, e quindi ben codificata, ma talmente pregna di

passione da risultare assai più convincente di tante uscite simili che provengono da Oltreoceano. D'altra parte, le strutture dei brani appaiono ben solide, quasi sempre sorrette dalle chitarre (elettriche e

acustiche) e da una sezione ritmica compatta - ma non è da trascurare l'apporto del pianoforte - e di volta in volta abbellite da organo, sassofono, violino, armonica. Potenti quando serve, ma anche avvolgenti

e malinconici, Miami & The Groovers piaceranno a tutti gli appassionati di certe sonorità senza tempo. Garantiscono per loro i fratelli Severini e Joe D'Urso, compagni di viaggio d'eccezione sulle vie del rock'n'roll

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mercoledì, 01 agosto 2007

locandina progamma rockondella 2007il palco per le band emergenti


1 agosto "essenza tour" AEMA in concerto (lucania)


2 Agosto "magica alkimia tour" ALKEMIA (calabria)



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mercoledì, 01 agosto 2007

31 luglio ore 21.30micael rossen 1   Michael Rosen & Paolo Bonvissuto


Jazz Quartet



PaoloBonvissuto3Michael Rosen, nasce ad Ithaca, New York, sassofonista, ha studiato nella prestigiosa scuola di Berklee dove si è diplomato nel 1989. In Italia dall'87, ha inciso oltre 65 dischi con artisti di ogni genere, compresi Mina, Celentano, Concato, Bennato, Articolo 31, Jovanotti, Rossana Casale, Amii Stewart, Loredana Bertè. Non meno ricco il curriculum in ambito jazzistico dove il suo nome figura a fianco di artisti italiani (Franco D'Andrea, Enrico Rava, Roberto Gatto, Santino Palumbo...) e di fama internazionale (Mike Stern, Kenny Wheeler, Tommy Campbell, Carl Anderson...). Nel '96 Rosen ha inciso il suo primo CD da solista "Ulusive Creatures" con Paolino Della Porta e Gianpiero Prina. Recentissimo "Sweet Lingering" registrato a New York con musicisti americani (percussionista il brasiliano Cyro Baptista). Primo tenore dell'orchestra televisiva di Demo Morselli si propone con il gruppo a suo nome affiancato da grandi musicisti. Formazione: Michael Rosen (sax); Giovanni Giorgi (batteria); Massimop Colombo (tastiere); Sandro De Bellis (percussioni); Riccardo Fioravanti (basso


 


 


Paolo Bonvissuto nasce il 5 gennaio 1967 ad Alba (CN) Italia. Appena sedicenne inizia la sua attività musicale suonando come bassista per gli "OUTSIDER". Effettua diversi corsi e studi con musicisti di grande esperienza come Etta Zaccaria (allieva di Andrés Segovia), Rosario Conte, Paolo Molendini, Dino Plasmati ed altri. Dopo aver militato in diverse band, come ad esempio "CREAZIONI" (Vincitrice del festival del Rock della città di Manduria), ed aver vinto il secondo premio al concorso per giovani artisti "UGOLA D'ORO", inizia l'approfondimento dello studio nel campo della musica JAZZ.

Frequenta i Seminari della Berklee College Of Music di Boston in Umbria Jazz, dove velocemente apprende nozioni da eccellenti insegnanti come Jim Kelly, Larry Monroe, Joe Pass, Bill Frisell, Paul Motian, Joe Lovano, e tanti altri di eguale importante livello artistico. Inizia successivamente la carriera di artista esibendosi in molti concerti con la formazione "P.L.L. Jazz Trio". Continua le esperienze didattiche con altri grandi insegnanti come Frank Gambale, Maurizio Colonna, e completa la sua preparazione con una lunga ricerca musicale rivolta ad artisti come Pat Metheny, Mike Stern, Scott Henderson, John Scofield; che risultano essere i suoi più importanti riferimenti.



Ha suonato come solista per diversi anni nei "SOUL 70" ed ha partecipato al progetto "LA BOTTEGA DEI SUONI". Ha partecipato a diverse importanti rassegne come "RASSEGNA JONICA DI JAZZ" edizione 1991 e 1993, "PULSANO JAZZ" edizione 2002, "MOTTOLA FESTIVAL" edizione 2002, 2003 e 2006, ALFA SOUL" edizione 2002, Rockondella edizione 2006,




Diverse sono le collaborazioni con artisti validi ed importanti come: Barbara Eramo, Tino Tracanna, Tom Kirkpatrick, Claudio Fasoli, Tony Scott, Aldo Vigorito, Greg Glassman, Andy Gravish, Bruno Erminero, Fabio Zeppetella, Dino Plasmati, Ivano Fortuna, Ivan Romanazzi, Tony Loderini, Ettore Carucci, Vito Di Modugno, Giuseppe Bassi, Roberto Andrisani, Marcello Nisi, Gian Piero Tripaldi, VincEnzo Lanzo, Max Voccoli, Pino Fazio, Mino Inglese, Aldo Bucci, Michele Colaci, Emanuele Coluccia, Pino Mazzarano, Andrea Sabatino, ed altri.




Attività discografica:

PB Jazz Trio "Steps" (GO! Records) 2003

Usa & Jezza "Canzoni Oneste" 2004

Easy Trio "The Road Song – Live At Barracca" 2005

Syncronie "Take The Coltrane" 2006

Paolo Bonvissuto "Mine Prefer" 2007

PB Jazz Trio "Wes Mode" 2007

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categoria:michael rosen
mercoledì, 01 agosto 2007
tre_colori


6 agosto ore 21.30 Tre colori Tour 


 GRAZIANO ROMANI  IN CONCERTO




Graziano Romani, nato a Casalgrande di Reggio Emilia, inizia la sua attività artistica nel 1981, fondando il gruppo "Rocking Chairs" ed esibendosi come leader e voce solista di questa formazione in trasmissioni televisive, videoclips e numerose tourneè in Italia e all'estero (Inghilterra e Olanda). Con i Rocking Chairs registra 4 album: New Egypt (1987), Freedom Rain (1989), No Sad Goodbyes (1990, prodotto da Elliott Murphy) e Hate And Love Revisited (1991), tutti composti da canzoni originali scritte da Graziano e da varie "covers", ovvero interpretazioni di brani classici del rock, rese in maniera sanguigna e personale. Gli ultimi due album vengono registrati in USA (New York e Nashville), offrendo così a Romani la possibilità di collaborare e duettare con grandi artisti americani come Elliott Murphy, Willie Nile, Ashley Cleveland, Robert Gordon e tanti altri. Le ottime recensioni da parte della critica e della stampa specializzata decretano la sincerità e la validità della sua proposta artistica, definendola una efficace miscela di Rock classico, di Folk, di Soul/R&B ma con l'aggiunta di ingredienti melodici e tematici tipicamente europei. Dal 1991, messo da parte il progetto Rocking Chairs, Romani inizia a comporre e a proporre canzoni con testi in italiano, inaugurando la sua carriera artistica come solista. Dalla primavera '92 intraprende una serie di concerti con la sua nuova band, da lui battezzata "Mescalero", esibendosi anche alle serate patrocinate dall'Unicef "Do It For Children" a Pesaro, trasmesse dalla Rai e Videomusic. Dello stesso periodo è l'inizio della collaborazione con il produttore Claudio Dentes, che porta alla realizzazione del suo album solistico d'esordio intitolato "Graziano Romani" (WEA, 1993), registrato in studio con quasi tutti i musicisti delle "Storie Tese" (senza Elio, però), e con la co-produzione di Massimo Riva, da sempre al fianco di Vasco Rossi. In seguito all'uscita dell'album, vengono realizzati due videoclips tratti dai singoli "Adios" e "Da Che Parte Stai", programmati frequentemente da varie emittenti televisive musicali. Nel 1994 partecipa al classico concertone del 1° Maggio a Roma in piazza S.Giovanni, iniziando la kermesse davanti a piu' di 200.000 persone proprio con la sua esibizione, trasmessa in diretta dalla Rai. Sempre in quel periodo Graziano intraprende un lungo tour di concerti nei tanti rock-club live in giro per la penisola, insieme ai Mescalero, proponendo principalmente un repertorio di canzoni sue in italiano, ma anche vari brani degli artisti che lo hanno maggiormente ispirato e formato, come Dylan, Springsteen, i Rolling Stones, Van Morrison, e tanti classici rock-soul. Sempre nel 1994 la WEA pubblica il secondo volume di "Innocenti Evasioni", disco tributo alle canzoni di Lucio Battisti, con interpreti come Cristiano De Andrè, Giorgia, i Pitura Freska e tanti altri: Graziano partecipa con una sua personalissima ed intensa versione del brano "L'aquila". Nel 1995 Romani è coinvolto anche nel primo disco-tributo alla storica band dei Genesis, un doppio album dal titolo "The River Of Constant Change", insieme ad artisti italiani e stranieri: interpreta "Looking For Someone" ottenendo lusinghieri consensi dalla critica e dagli appassionati di Peter Gabriel e del leggendario gruppo progressive. Nel dicembre dello stesso anno Graziano realizza, insieme a Elio E Le Storie Tese, il singolo "Christmas With The Yours", nelle vesti del "Cantante Misterioso" accompagnato dal "Complesso Misterioso": un fortunato progetto a sfondo benefico, patrocinato da Radio Deejay, in favore della lotta all'aids, i proventi delle vendite vengono devoluti alle associazioni LILA e ANLAIDS. Il 1996 vede la nascita della Dinamo Rock, ovvero la nazionale italiana cantanti rock, alla quale Graziano aderisce fin dall'inizio. Proprio grazie a questa atipica squadra di calcio si consolida l'amicizia tra Graziano e Max Cottafavi (chitarrista dei Clandestino, la prima band di Ligabue), Briegel (bassista dei Ritmo Tribale) e Lor e Wilko dei Rats. Ne esce quindi il progetto "Megajam 5", un "supergruppo" che interpreta e rende omaggio ai classici della musica rock: dopo alcuni entusiasmanti concerti, come al Palavobis di Milano e al Palaeur a Roma, prende forma l'idea di realizzare un disco, intitolato poi con il nome della band, contenente grandi covers, dai Led Zeppelin ai Free, dai Beatles a Marvin Gaye, e un brano inedito di Springsteen, "Loose Ends", che dà al gruppo ancor piu' notorietà. Inoltre sul disco è presente una canzone scritta da Jimi Hendrix, "Gypsy Eyes", che ha letteralmente entusiasmato il suo batterista nella Band Of Gypsys, ovvero quel Buddy Miles già con gli Electric Flag e con Santana. Durante la sua breve tourneè italiana di quel periodo, Buddy Miles incontra Graziano, si crea una complicità che sfocia poi nel duetto, ripreso anche per un videoclip, proprio in una nuova efficacissima versione di Gypsy Eyes. Sempre nel 1997 Romani, insieme ai Chairs, è l'unico artista a figurare sul tributo internazionale a Springsteen "One Step Up, Two Steps Back", uscito in tutto il mondo per la Emi/Capitol, con il brano "Restless Nights", già incluso nel loro album d'esordio. E' un grande onore per Romani trovarsi accanto a nomi del calibro di David Bowie, John Hiatt, Ben E. King, Joe Cocker e i tanti altri artisti coinvolti, ed un'ulteriore chance per guadagnare credibilità all'estero: persino il Washington Post elogia le doti vocali di Graziano e il ruvido sound della band. Nel 1998, dopo un periodo di concerti acustici coadiuvato da Max Cottafavi, Graziano matura l'idea di fondare un'altra "superband", i Souldrivers: si aggiungono alla formazione Elisa Minari (già bassista dei Nomadi) e Gigi Cavalli Cocchi (batterista di Ligabue e Clandestino) ed inizia una lunga attività di concerti, interrotta solo dalla registrazione del brano "Sweet Dream" dei Jethro Tull, per un album-tributo dal titolo "Song For Jethro", pubblicato dall'etichetta de "Il Popolo del Blues". Proprio grazie a questa interpretazione, Graziano con i Souldrivers ha modo di incontrare e duettare con il mitico e carismatico leader-flautista dei Jethro, Ian Anderson, in occasione di un concerto-tributo al teatro Magnani di Fidenza. Successivamente, i Souldrivers registrano un intero album, composto principalmente da covers, ma anche da 4 canzoni originali, scritte da Graziano ed arrangiate da tutta la band: purtroppo quest'opera rimane a tutt'oggi un 'lost album', non è mai stata pubblicata. Dal settembre 2000 partono importanti progetti per la carriera di Romani: il sito internet ufficiale, le prime registrazioni per "Soul Crusader" il suo personale omaggio a Springsteen, e la nascita della sua etichetta discografica indipendente, la "Freedom Rain Records". Grazie al fortunato Soul Crusader, molto apprezzato anche dai fan di Bruce Springsteen all'estero, Romani ha l'occasione di esibirsi in Olanda, Francia e Spagna, oltre che in un tour in Italia per tutto il 2001. Lo stesso anno segna anche il ritorno alle composizioni in italiano, con l'album "Storie Dalla Via Emilia", che racchiude alcuni brani scritti dal 1994 al 2001, suonati con la band Mescalero o con quella recente, ed include anche una intensa versione di "Rimmel" di Francesco De Gregori. Graziano porta in tour le sue Storie Dalla Via Emilia, e nel frattempo registra in studio del nuovo materiale che, integrato con una manciata di brani rimasti inediti dell'ultimo periodo dei Rocking Chairs, formerà il terzo disco della sua etichetta Freedom Rain, ovvero "Lost And Found: Songs For The Rocking Chairs", del 2002. Nel settembre dello stesso anno continua la collaborazione con l'amico Elio, ed esce "C'è Solo L'inter", l'inno ufficiale della storica squadra di calcio milanese: scritto a quattro mani con Elio, cantato da Graziano, suonato dalla sua band con Elio in veste di produttore, pianista e chitarrista ritmico, il brano entra subito nel cuore degli Interisti. In occasione della prima giornata di campionato Inter-Torino, Graziano canta in anteprima l'inno passeggiando sul campo dello stadio S.Siro, davanti alla curva, intonandolo con tutti i tifosi. Il 2003 vede l'uscita in tutto il mondo di un altro album-tributo a Springsteen, reputato forse il piu' importante tra quelli realizzati in omaggio al boss: "Light Of Day" un doppio cd. Graziano interpreta una struggente e rara ballata di Bruce, "The Promise". Fra i tanti grandi artisti coinvolti troviamo Elliott Murphy, Graham Parker, Nils Lofgren, Billy Bragg, Garland Jeffreys, Elvis Costello. Verso fine anno esce l'album "Up In Dreamland", con 11 canzoni autografe e 2 covers: "Frankie" un raro e splendido brano di Springsteen e "Mother Of Violence" struggente ballata di Peter Gabriel. I brani di Up In Dreamland, insieme ad una scelta del meglio dal repertorio scritto per i Rocking Chairs e a varie rarità, formano le scalette degli show portati in giro per l'Italia fino al settembre 2004, concerti molto partecipati dal pubblico, compreso quello degli "Spiriti Liberi" ovvero i sostenitori e fans di Graziano: un appuntamento importantissimo è stata la 1° edizione del "Free Spirits Meeting - Raduno Ufficiale degli Spiriti Liberi", tenutosi a Casalgrande il 7 agosto 2004, con un vasto pubblico proveniente da tutta Italia. A dimostrazione di una certa prolificità ed impegno, e forse di uno "stato di grazia creativo" per lui senza precedenti, Graziano Romani mantiene il ritmo di un album all'anno: in ottobre del 2004 esce l'album "Painting Over Rust", comprendente 13 canzoni inedite, con un suono molto caratterizzato e personale, grazie soprattutto alla sintonia tra lui e gli splendidi musicisti della sua band. Painting Over Rust vede inoltre la partecipazione di ospiti illustri quali il grande Elliott Murphy (duetto vocale in "Get Together Soon"), Mel Previte (il chitarrista dei Rocking Chairs, ora con Ligabue, in "King Of The Brokenhearted" e "In The Quest For A Good Time") e il cantautore dell'Oregon David Scholl (duetto vocale in "Faithless Times"). E' un disco dalle tinte forti, con tematiche che parlano di quotidianità, di sociale, di sconfitte ma anche di piccole vittorie, di amore perso e forse ritrovato grazie al coraggio e alla fede in se stessi, di solitudine, dei peccati e dei vizi del piccolo mondo odierno, dell'importanza di continuare a credere, a sognare. Successivamente Romani partecipa a due importanti progetti, la cui pubblicazione a livello internazionale è prevista per il 2007: un brano intitolato "Genesis Hall" nel disco-tributo alla leggendaria band folk-rock anglosassone Fairport Convention, ed un altro, "You Are What You Eat" nel disco solista proprio del mitico bassista/fondatore dei Fairport, ovvero Ashley Hutchings. Il gennaio 2006 vede la pubblicazione del disco "Confessions Boulevard", il dodicesimo album completo della sua variegata discografia: il disco contiene 13 canzoni inedite ed autografe, con testi in inglese ed un sound di matrice rock-soul, ma anche con sonorità pop e folk, da cantautore attento alle liriche e alla melodia. Forse in assoluto il suo disco piu' maturo e il piu' rappresentativo della sua ricerca artistica, vede la partecipazione di ospiti speciali che duettano con lui, come il grande songwriter americano Dirk Hamilton in due entusiasmanti e toccanti canzoni, ed il cantautore-rocker Brando (già leader dei catanesi Boppin' Kids), in un brano dal sapore funky-soul. In ottobre registra una intensa versione del brano di Bob Dylan "Don't Fall Apart On Me Tonight", per un disco-tributo all'artista americano in corso di realizzazione.


 


 


 IL NUOVO ALBUM "TRE COLORI": E' uscito il 13 marzo 2007 il disco "Tre Colori", nuovo album in italiano con 13 canzoni inedite, realizzato da Graziano Romani con la sua band e con tanti musicisti ed ospiti speciali come Elio ( senza le Storie Tese ), i Modena City Ramblers ed i Gang. E' il suo tredicesimo album ( conteggiando anche quelli a nome Rocking Chairs e Megajam5 ), è già si sta confermando come un capitolo assolutamente cruciale del percorso artistico del cantautore rock emiliano, la cui voce, intensa ed emozionante, è stata definita dalla critica "una delle piu' belle del panorama rock italiano": un concentrato di energia, sincerità e passione, come i suoi concerti, seguiti da un pubblico sempre piu' numeroso ed attento. Nella formazione della band attuale di Graziano, è entrato recentemente anche il potente e virtuoso Cristiano Maramotti, ex-chitarrista di Piero Pelu' e dei Gang. Il "TRE COLORI TOUR 2007-'08" inizierà da Reggio Emilia il 31 marzo, per far tappa a Rotondella il 6 agosto e potrarsi fino al 2008


 

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mercoledì, 01 agosto 2007
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